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la Storia
Il territorio
di Monterano rappresenta una delle zone più interessanti
del Lazio, è ricco di memorie storiche e da qualche anno fa parte
delle Aree Protette Regionali.
Monterano è stato abitato per un periodo
molto lungo sin dall'età del bronzo. Questa città ebbe
due momenti di grande rilevanza storica: in epoca etrusca, durante la
quale ebbe un grande sviluppo economico e culturale, e in epoca altomediovale,
durante la quale fu sede episcopale di una diocesi piuttosto vasta che si
estendeva dal lago di Bracciano ai monti della Tolfa.
Intorno
alla seconda metà del '600 la famiglia Altieri diventa
proprietaria del feudo e diede l'incarico a Gian Lorenzo Bernini di
migliorare l'aspetto urbanistico della città. L'architetto progettò la
chiesa e il convento di San Bonaventura e
la facciata del palazzo ducale con la splendida e mirabile fontana
del Leone.
Quest' ultimo è diventato il simbolo della
storia e delle tradizioni del Comune di Canale Monterano.
Oggi sia la fontana che il Leone del Bernini possono essere ammirate rispettivamente
nella piazza del Comune e all'interno dell'edificio comunale
di canale Monterano.

Circa un secolo dopo, alcune truppe francesi che occupavano lo stato pontificio
assalirono Monterano, già spopolato a causa dell'insalubre aria,
causando l'abbandono da parte degli ultimi abitanti che si trasferirono
nel nucleo abitato di Canale e Montevirginio.
Monterano,
una delle città morte più belle del Lazio, si differenzia
grazie ai resti scenografici di un castello, di una chiesa e di uno straordinario
acquedotto romano ad arcate e soprattutto grazie al territorio incontaminato
di grande fascino e rarità ambientale all'interno del quale è inserita.
Un'altra particolare caratteristica di questo territorio è data
dal fatto che è inciso profondamente da corsi d'acqua, il più cospicuo è il
torrente del fiume Mignone che nasce dai Monti Sabatini e sfocia nel mare
di Tarquinia, con un percorso di circa 62 km. Nel tratto della Riserva
Naturale Regionale Monterano, le sue acque ospitano ricche specie di invertebrati
e un'importante flora che consente di vivere all'ecosistema circostante.
Le sponde del fiume sono bordate da stupendi boschi formati da salici, pioppi
e ontani.
Gli animali che troviamo qui sono il Martin Pescatore, la biscia d'acqua,
anfibi, la testuggine di palude.
CANALE MONTERANO
Canale fu fondato alla fine del'500 non solo da coloni toscani e umbri
che erano stati chiamati, dai proprietari terrieri per disboscare la selva
e recuperare nuove terre ma anche dagli stessi abitanti di Monterano i quali
volevano stabilirsi in un luogo meno isolato e più salubre da quello
in cui si trovavano. Le prime abitazioni di Canale erano costituite da capanne
molto simili a quelle che venivano usate in campagna per uso agricolo. Solo
quando la popolazione si fece più numerosa furono costruiti i primi
edifici in muratura.
Il disboscamento delle falde del monte fece sì che si formasse un
canale che
andava da Nord a Sud e lungo il quale sorse il principale nucleo di abitati.
Quel "canale" corrisponde al nostro attuale Corso della Repubblica.
Di seguito sorsero lungo questo corso anche i principali esercizi commerciali,
le prime abitazioni, le botteghe artigiane e la prima "piccola chiesa",
oggi chiamata "Oratorio". La principale parrocchia, che rappresenta
uno degli edifici più importanti, oggi è dedicata a "Santa
Maria Assunta in Cielo".
Dopo l'annessione allo Stato Italiano assunse il nome di Canale
Monterano grazie alla sua forma originaria e alla presenza degli
abitanti di Monterano.
MONTEVIRGINIO
Il monte in origine era chiamato Monte Sassano ma poi in onore
di Virginio Orsini, fondatore del convento, prese il nome di Montevirginio.
Proprio Virginio Orsini, cardinale e frate figlio del Duca di Bracciano,
nel '600 fece costruire l'Eremo, rinunciò ai suoi
beni e impose al fratello di donare una notevole somma di denaro ai Carmelitani
Scalzi per iniziare la costruzione del Convento che andò dal 1651
al 1668.
Il convento aveva una pianta a forma rettangolare, su due piani e dei sotterranei
dove c'erano le cantine, il forno, la falegnameria, i laboratori.
Questa costruzione divenne oltre che un'importante centro religioso
anche un'azienda che dava lavoro a tanti braccianti del posto. Aveva
terreni, orti, vigne, frutteti, stalle e boschi che fornivano legna. Furono
attivati anche due impianti industriali: la cava di pietra e la fornace dei
laterizi.
I contadini che occupavano Monte Sassano, viste demolite le proprie case
per fare posto alla costruzione del convento, iniziarono a costruire nuove
case a Nord del Monte, dando vita ad un nuovo centro abitato chiamato Montevirginio.
Il nuovo centro abitato era concentrato su una piazza abbastanza ampia e
comoda, anche qui la sistemazione urbanistica fu sviluppata dagli Altieri.
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