Xylella fastidiosa, un nuovo attacco per gli olivi

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lotta ai parassitiLa Xylella è un batterio gram-negativo non sporigeno appartenente alla famiglia delle Xanthomonadaceae, che vive e si riproduce negli alberi all'interno dell'apparato conduttore della linfa, provocando pesantissime alterazioni alla pianta ospite, spesso letali. In Italia il batterio non era stato mai segnalato fino al disseccamento rapido degli olivi riscontrato in Puglia nell'ottobre del 2013.

Se ne conoscono al momento quattro sottospecie che infettano circa 150 diverse piante: la fastidiosa colpisce olivi, viti, aceri e querce; la sandyi punta all'oleandro; la multiplex predilige il pesco, l'olmo, il susino; la pauca preferisce le piante di agrumi e di caffè.
Il meccanismo di attacco è noto: si moltiplica nei vasi conduttori dello xilema delle piante ospiti, ostruendo i vasi che trasportano acqua e nutrienti dalle radici al fusto e fino alle foglie, e creando una sorta di gel che impedisce il regolare flusso del fluido. Le piante infette così si seccano completamente.
Il batterio si trasmette attraverso insetti vettori, che nutrendosi da una pianta infetta trasmettono poi il batterio a una pianta sana, come la Philaenus spumarius, nota come sputacchina.

Si conosce il batterio da oltre un secolo ma non esiste una terapia per curare le piante malate. L'unica soluzione è agire sugli insetti che lo diffondono con un trattamento insetticida e tagliando spesso l'erba, per eliminare le larve e gli insetti ancora giovani, e, allo stesso tempo, ridurre il serbatoio del batterio abbattendo le piante infette.

Con la Decisione di esecuzione n. 2015/789/UE del 18 maggio 2015, relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa, la Regione Lazio ha stabilito nuove norme riguardanti il parassita.
La normativa individua due particolari scenari di rischio per l'introduzione e la diffusione del batterio: l'importazione di vegetali sensibili e lo spostamento degli stessi da aree europee delimitate per le presenza dell'agente infettivo (l'intera provincia di Lecce come zona infetta e parte delle provincie di Taranto e Brindisi come area cuscinetto).

 direttive della Regione Lazio