l'olio del frantoio

 

l'olio di MonteranoLa coltivazione dell'ulivo e la produzione di olio fanno parte da sempre del patrimonio storico del territorio di Canale Monterano. Numerosi sono i reperti e le testimonianze storiche, tra cui la presenza dell'antico frantoio oleario, ubicato nel caratteristico borgo ottocentesco con accesso da via Monterano, che permetteva la produzione di olio dalle olive raccolte dagli uliveti storici di alcuni latifondisti e proprietari di piccoli fondi.

Dopo gli anni venti gli utenti dell'Università Agraria, che nel frattempo aveva provveduto ad assegnare quote di terreno a miglior coltura, incrementarono la coltivazione dell'ulivo e dell'olio di oliva che diventava quindi uno degli elementi fondamentali dell'alimentazione famigliare.

l'olio di MonteranoAgli inizi degli anni sessanta, a seguito della chiusura del vecchio frantoio e delle numerose difficoltà arrecate ai produttori che nel frattempo erano aumentati di numero, un gruppo di cittadini canalesi decise di impegnarsi per risolvere il problema con la costituzione della Cooperativa Agricola Monterano e la realizzazione di un nuovo frantoio. L'impianto era in grado di lavorare quattro quintali di oliva ogni ora, utilizzava un procedimento di frangitura con macina a ruote in pietra, un sistema di estrazione tramite due presse in grado di raggiungere le 350 atm/cmq e un impianto di separazione a forza centrifuga che permetteva di separare l'olio dall'acqua.

Nel frattempo finiva il XX° secolo e alle originali giovani settemila piante di ulivo, diventate nel frattempo alberi grandi e produttivi, se ne sono aggiunte molte altre raggiungendo, secondo i dati del censimento 2002/2003 dell'AIMA, circa 19.000 unità. Negli ultimi anni, inoltre, l'introduzione dei moderni agevolatori ha ridotto notevolmente i tempi della raccolta e la necessità di macinare rapidamente, per ridurre i tempi d'attesa e garantire la massima qualità e igienicità del prodotto, ha cominciato a richiedere un impegno insostenibile da parte del personale e delle macchine diventate obsolete. Basti pensare che nelle stagioni con carica di prodotto si è lavorato per più di due mesi consecutivi, con turni di ventiquattro ore, macinando come nel caso del 1994 oltre 6.000 quintali di olive. Nonostante questi sforzi, l'impianto non era stato in grado di soddisfare le richieste di tutti i produttori.

l'olio di MonteranoNel 2003 il Comune di Canale Monterano ha dato l'avvio al progetto Il Buono Va Piano per la valorizzazione di comunità e territorio, nell'ambito del quale è stato anche l'olio prodotto nel territorio, stabilendo il piano di sviluppo e creando gli elementi di marketing e il disciplinare di qualità. In particolare la produzione dell'olio doveva adeguarsi ai criteri previsti dal progetto Il Buono Va Piano, quali:

• conduzione moderna e razionale delle principali operazioni colturali (concimazioni, gestione del suolo, potatura e difesa fitosanitaria);
• raccolta delle olive a partire dall'inizio dello stadio di invaiatura (fine ottobre - inizio novembre) mediante brucatura a mano o con attrezzi meccanici agevolatori;
• frangitura a freddo non oltre 24 h dalla raccolta; conservazione dell'olio in idonei recipienti in acciaio inox evitando il più possibile il contatto con l'ossigeno;
• filtrazione per decantazione; imbottigliamento con l'impiego di bottiglie di vetro scuro;
• l'avvio delle operazioni di commercializzazione dei due marchi previsti Greppa dei Falchi e Oliveti di Canale Monterano.

l'olio di MonteranoTutto ciò ha quindi reso indispensabile procedere a un'ulteriore modernizzazione del frantoio sostituendo il vecchio impianto a presse con un sistema più moderno che rispondesse pienamente a tutte le esigenze di lavorazione.

Un progetto e una sfida piuttosto ambiziosa che comunque la Cooperativa Monterano, con il presidente Fabrizio Trifelli e alcuni tra i principali produttori della zona, hanno accettato e affrontato. Il frantoio ha potuto così inaugurare il nuovo impianto di estrazione a freddo a ciclo continuo a tre fasi, un impianto di imbottigliamento ed etichettatura, il controllo delle temperature di lavorazione effettuata nei punti critici, il tutto sottoposto al controllo dell'HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points).

L'impegno è stato notevole ma i riconoscimenti e gli apprezzamenti, manifestati ogni anno da tutti coloro che degustano l'olio appena estratto, hanno avuto la capacità di ripagare i momenti di maggior difficoltà.